XVII CONVEGNO NAZIONALE IdO
DAL PROCESSO DIAGNOSTICO
AL PROGETTO TERAPEUTICO
Per un approccio mirato al…
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Il disturbo autistico rappresenta uno dei disturbi più complessi dell’infanzia perché chiama in causa tutti i fattori dello sviluppo determinando quadri clinici che, pur nella loro diversità, pongono notevoli difficoltà interpretative.
L’IdO dice basta agli insulti ricevuti per i suoi risultati
Dal dileggio, la battuta, la ripetizione a sproposito di frasi usate come slogan etc., ora si è passati all’insulto e a mettere in discussione 45 anni di professionalità e la credibilità degli oltre 120 colleghi dell’IdO e degli altri, ormai centinaia, che ci seguono e operano in Italia.
AGE-Attività grafico-espressive: prevede l’utilizzo del colore e di materiali per la manipolazione, finalizzati a sviluppare la manualità, la conoscenza della realtà concreta e le sue possibili trasformazioni, l’esplorazione sensoriale e il riconoscimento delle differenze percettive; ogni attività rappresenta un’occasione per il bambino di favorire l’espressione comunicativa e la condivisione del movimento.
IAA – intervento assistito con l’ausilio degli animali. Il lavoro viene svolto in setting individuale o di gruppo con asini, cani e animali da affezione come il coniglio. Si propone di stimolare l’empatia, il rispecchiamento e la prevedibilità; favorire la capacità di prendersi cura dell’altro arrivando a riconoscere i suoi bisogni attraverso il contatto corporeo, l’aggancio visivo e la vicinanza emotiva per stimolare anche il senso di responsabilità e la reciprocità; conoscere e integrare la sensorialità non solo attraverso il contatto e il dialogo corporeo ma anche stimolando l’uso funzionale degli oggetti utili all’accudimento dell’animale; rinforzare le proprie autonomie.
MT-Musicoterapia: prevede l’utilizzo terapeutico di suoni, ritmo e musicalità coordinata a sequenze motorie che possano integrare e coordinare percezioni ed esperienza sensoriale al movimento corporeo intenzionale e al significato condiviso di un effetto comunicativo nell’interazione reciproca.
Log-Logopedia per promuovere la comunicazione e il linguaggio verbale intenzionale e reciproco con particolare attenzione agli aspetti fono-articolatori e pragmatici della comunicazione, per armonizzare il profilo di sviluppo e integrare le capacità socio-cognitive e relazionali.
OL-Olofonia: è una tecnica di registrazione e riproduzione sonora che simula le dinamiche dell’ascolto umano, immergendo il bambino in una realtà virtuale uditiva tridimensionale, identica a quella reale. Mira a implementare le capacità analitiche generali e specifiche; attenzione e autonomia nella focalizzazione sul compito; tempi di concentrazione; memoria di lavoro; inibizione delle risposte impulsive; capacità di pianificazione e flessibilità cognitiva; regolazione degli stati emotivi e dell’impulsività. Materiali: Percorsi e giochi sonoro-motori e grafico-interattivi.
CG Counseling genitoriale: include attività come sessioni informative sul disturbo del bambino, consulenza individuale o di gruppo come sostegno psicologico alla genitorialità. Le esperienze formative nel gruppo comprendono attività per promuovere la comunicazione non verbale e il contatto con il corpo nel rapporto con i figli e per condividere gli strumenti necessari ad affrontare le tematiche di un figlio autistico. Sono previste ulteriori sessioni di counseling per gruppi di madri e gruppi di padri.
CS-Collaborazione con la scuola: include l’osservazione in classe e gli incontri con gli insegnanti, per identificare gli obiettivi sociali e didattici e per garantire una migliore comprensione del profilo di funzionamento di ciascun bambino, delle sue caratteristiche oltre che del disturbo, per condividere strategie e modalità relazionali e pedagogiche idonee a facilitare la gestione della vita scolastica e promuovere l’inclusione nella classe. In Italia, i bambini con disabilità sono collocati in classi regolari, dove c’è un insegnante di educazione speciale.
Grazie alla collaborazione tra l’IdO di Roma e l’Università di Valle arriva in Colombia il progetto Tartaruga; primo modello evolutivo psicodinamico italiano, usato nella valutazione e nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico.
Marìa Eugenia Villalobos de Montes, professoressa dell’istituto di psicologia e direttore del gruppo di ricerca “Sviluppo e simbolizzazione” del dipartimento di psicologia, neuropsicologia e neuropsichiatria dell’Università di Valle, insieme alla psicologa e psicoterapeuta Laura Pacca, che ha collaborato con Ido per il progetto Tartaruga; sono le incaricate di valutare l’efficacia del progetto sui bambini colombiani.
L’analisi in Colombia, è iniziata alla fine di settembre con un campione di 10 bambini che aumenterà fino a 50 nella seconda fase. Per la realizzazione della ricerca interculturale, le università si scambieranno corsi di formazione.
La ricerca intende studiare il comportamento dei bambini, le loro capacità cognitive, emotive e di comprensione.
Il progetto Tartaruga è presente in paesi come Brasile e Stati Uniti. Alcuni dei risultati più significativi in Italia, paese di origine del progetto, sono che dopo 4 anni di lavoro con 80 bambini, tra i 3 e i 15 anni, il 30% di loro sono usciti dalla scala ADOS, che analizza lo sviluppo dell’autismo.
Elenco degli psicoterapeuti infantili formati sul modello del “Progetto Tartaruga” dell’IdO e operanti sul territorio nazionale.
Di Renzo M., “L’alba del mondo: un sorriso squarcia il velo autistico”, Babele, 2019, 1 [74], pp. 7-9.
Di Renzo M., Nicola M., “Terapia Psicodinâmica: o autismo se comunicado!”, in Educão e Saúde questões práticas sobre o processo de integração e inclusão social, vol. II, Paco Editorial, 2015.
Di Renzo M., “La ritualità nella dimensione autistica”, Babele, 2014, 59 [20], pp. 24-27.
Bianchi di Castelbianco F., Di Renzo M., Marini C., “Alcune considerazioni sul processo grafico del bambino autistico”, Babele, 2014, 59 [20], pp. 13-17.
Di Renzo M., “La macchina degli abbracci: quando la morsa diventa una speranza”, Enkelados – Rivista Mediterranea di Psicologia Analitica, 2014, 1, pp. 49-55.
Di Renzo M., “La ritualità nella dimensione autistica”, Babele, 2013, 56 [17], pp. 10-14.
Zito G., Bianchi di Castelbianco F., Lucci G., Di Renzo M., “Auditory lexical-semantic processing differences in young children with autism spectrum disorders: an ERP study”, Clinical Neurophisiology, 2011, 122, S102.
Di Renzo M., “Una visione archetipica del disturbo autistico”, Babele, 2009, 44 [5], pp. 10-14.
Di Renzo M., “Il corpo come strumento per abitare la distanza nella relazione terapeutica con il bambino”, Babele, 2009, 44 [5], pp. 31-33.
Di Renzo M., Plescia F., “Lo sviluppo del gioco simbolico in bambini con autismo”, Babele, 2008, 38, pp. 62-65.
Bianchi di Castelbianco F., Di Renzo M., “Un approccio psicopedagogico al bambino autistico”, Babele, 2000, 16, p. 67.
per medici e psicologi
Per insegnanti
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IL PROCESSO DIAGNOSTICO NELL’INFANZIA
Cosa e come valutare clinicamente sintomi
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AUTISMO INFANTILE
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Mozione Camera per riaprire tavolo di confronto sulle linee guida
Risposta del Ministro Renato Balduzzi all’interrogazione parlamentare
Parere dell’ex presidente dell’ISS Enrico Garaci
Interrogazione Parlamentare per revisione delle linee guida
Lettera del Ministro Renato Balduzzi
Ringraziamenti del COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA alla Prof.ssa Magda Di Renzo
Le trasmissioni della prima webTv interattiva sull’Autismo
Il 7 giugno 2013 sono iniziate le trasmissioni di iWebTV, la prima webTV interattiva dedicata all’Autismo, gestita e realizzata da l’emozione non ha voce Onlus…
“Le linee guida sull’autismo non sono prescrittive”. Lo dicono il ministro della Salute Renato Balduzzi, il sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale e il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Enrico Garaci. E proprio da questa considerazione ripartono le associazioni di famiglia, gli esperti e gli operatori del settore per richiederne la revisione prima del 2015.
Infatti, per rimarcare la natura indicativa delle linee guida il ministro Balduzzi, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare promossa dall’on. Paola Binetti, ha aggiunto che per il personale sanitario “non sono previsti futuri provvedimenti circa potenziali specifici comportamenti, atteso che trattasi di raccomandazioni che diventano uno strumento per il medico che, in base alla sua competenza ed esperienza, potrà decidere in che misura i comportamenti raccomandati si applichino al caso particolare”.
Il documento presentato dall’Iss lo scorso gennaio, secondo Balduzzi, “ha segnalato un trend di efficacia a favore di altri programmi di intervento strutturati a supporto della comunicazione e delle competenze sociali o riferibili ad un approccio evolutivo, effettuati nell’ambiente di vita del bambino”. Per questo motivo, il ministero della Salute è “pronto ad anticipare la fase di aggiornamento delle linee guida e della eventuale revisione delle raccomandazioni, se ancor prima del 2015 emergessero nuove evidenze scientifiche”.
Inoltre, nella lettera presentata al convegno ‘Autismo Oggi. Lo stato dell’arte’, promosso lo scorso 4 ottobre a Roma dalla deputata dell’Udc Paola Binetti, il ministro Balduzzi ha concluso sulla necessità di “valorizzare l’approccio multi-professionale e interdisciplinare” per il disturbo autistico e “promuovere l’integrazione tra gli interventi sanitari e quelli scolastici, educativi e sociali, tra servizi pubblici e servizi del privato accreditato, del privato sociale, il coinvolgimento delle famiglie e le loro associazioni”.
Ma le parole di apertura del ministro della Salute non sono state le sole. A queste si sono aggiunte quelle del sottosegretario alla Salute, Adelfio Elio Cardinale, che ha dichiarato: “Le linee guida non sono una corazza! E’ un orientamento che vale per tutti i settori”. L’eziologia dell’autismo “è ancora incerta – ha spiegato il sottosegretario – e non basta un unico intervento specifico, dobbiamo portare a sistema tutte le varie possibilità e i tentativi per risolvere le problematiche”. Per Cardinale “il cervello non è una spugna, non può essere curato solo con i farmaci, occorre un approccio multidisciplinare e oggi la scienza medica non può non tenerne conto. Io credo che includere – ha concluso il sottosegretario – sia sempre meglio che escludere”, perché “penso che l’ascoltare e coinvolgere altri esperti, altre associazioni, altre famiglie e stakeholders, possa portare dei valori aggiuntivi a favore del paziente”.
Chiarimenti sulla natura del documento dell’Iss sono arrivati anche dal professor Enrico Garaci, presidente dell’Istituto, che al convegno ‘Autismo oggi. Lo stato dell’arte’ ha ricordato: “Le linee guida sull’autismo sono indicative e non prescrittive. Un punto di arrivo e di partenza”, essendo “utile e necessario aggiornarle periodicamente per includere le evidenze scientifiche sviluppatesi sul tema”. L’Iss ha confermato così il proprio impegno per l’autismo proponendosi come “centro di riferimento per accordare le tante competenze richieste per affrontare al meglio un disturbo molto complesso. Continueremo- ha concluso Garaci- a promuovere occasioni di discussione e confronto tra gli operatori, i clinici e i familiari”.
Dunque la strada tracciata al convegno punta all’integrazione delle terapie e al coinvolgimento di esperti di diversi settori, associazioni e famiglie, ma anche all’aggiornamento delle conoscenze evitando contrapposizioni culturali. Infatti, il deputato Paola Binetti, nel sottolineare che le linee guida dell’Iss “sembrano sbilanciate non essendo capaci di garantire i diversi modelli di trattamento””, ha rievocato il “bisogno di integrare i modelli terapeutici seri nelle varie fasi del percorso evolutivo del soggetto autistico”. In particolare, secondo Binetti, la comunità scientifica dovrebbe valorizzare “ciò che c’è di buono negli approcci proposti perché occorre una risposta multipla e integrata”.
Sulla molteplicità degli interventi ha concluso, infine, Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’istituto di Ortofonologia (IdO), augurandosi che le terapie “siano tante quanti sono i bambini con autismo, tutti diversi l’uno dall’altra, poiché un bagaglio ricco di esperienze differenti ci permetterebbe di affrontare umilmente il disturbo”. I due indirizzi, cognitivo comportamentale e psicodinamico, “sono lontani- ha spiegato Di Renzo- ma non dobbiamo dimenticare che la teoria non coincide con il bambino ed è importante avere lenti diverse per tradurre i linguaggi su ogni bambino”.
Per garantire la libertà di scelta delle famiglie e la ricerca scientifica
Multisala Barberini • Roma
Iniziativa promosso da:
IdO – Istituto di Ortofonologia
Divento Grande onlus
Proiezione del film “Temple Grandin”
Dibattito su petizione linee guida autismo
Diagnosi e terapia, scuola e inserimento sociale: quali prospettive
Palazzo San Macuto • Sala del Raffaello • Roma
Promosso da:
On. Paola Binetti – Neuropsichiatra infantile
Nel corso dell’evento è stato presentato il libro:
Autismo oggi, lo stato dell’arte
LUCI ED OMBRE SULLE LINEE GUIDA SULL’AUTISMO
Sala stampa di Montecitorio • Roma
Promosso da:
Udc: Paola Binetti, Teresio Delfino, Marco Calgaro, Nunzio Testa;
Pd: Luciana Pedoto; Pdl: Lucio Barani;
Api:Donato Mosella, Emanuela Baio;
Fli:Carmine Patarino
Palazzo Marini • Sala delle Colonne • Roma
Promosso da:
On. Paola Binetti – Neuropsichiatra infantile
Con la partecipazione di:
Adelfio Elio Cardinale – Sottosegretario alla Salute
Enrico Garaci – Presidente dell’Istituto Superiore di Sanit
AUTISMO INFANTILE
La centralità della diagnosi precoce per un progetto terapeutico…
Pubblicato su: Famiglia Oggi