Direzione Federico Bianchi di Castelbianco
Aut. Decreto G.R.L. - Accreditato con il S.S.N (Servizio Sanitario Nazionale) - Associato F.O.A.I. (Federazione degli organismi per l’assistenza delle persone disabili)

IdO FORMAZIONE

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER L'ANNO ACCADEMICO 2017
I corsi inizieranno il 21 gennaio 2017
CORSO QUADRIENNALE DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICOTERAPIA PSICODINAMICA DELL'ETÀ EVOLUTIVA

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IdO / ISTITUTO DI ORTOFONOLOGIA - ROMA

LA SCUOLA È STATA RICONOSCIUTA CON DECRETO MIUR
DEL 23.07.2001 (G.U. s.g. anno 142°, n. 230 del 03.10.2001)


ORGANI RAPPRESENTATIVI

Direttore:
MAGDA DI RENZO
Comitato Scientifico:
PAOLA BINETTI, SILVIA MAZZONI, MAGDA DI RENZO
Consiglio dei Docenti:
MAGDA DI RENZO, PAOLA BINETTI, BRUNO TAGLIACOZZI, ROSA BRUNI,
FEDERICO BIANCHI DI CASTELBIANCO
Coordinatore:
BRUNO TAGLIACOZZI
LA STORIA DELL'IdO
Attivato come centro di diagnosi e riabilitazione nel 1970, l’Istituto di Ortofonologia – nei 45 anni trascorsi dalla fondazione – ha visto crescere e differenziare le proprie attività che oggi costituiscono un insieme armonioso e sinergico.
Ha dedicato un’attenzione particolare all’aspetto psicologico, essenziale nel trattamento sanitario dell’essere umano, con l’incremento di interessi formativi, di indagine scientifica e di intervento sul territorio.
In quegli anni l’Istituto, già sede di corsi di formazione professionale per logopedisti, psicomotricisti, educatori professionali e insegnanti, si prodigava affinché nei programmi di studio delle varie figure riabilitative per l’infanzia fossero inserite materie di carattere psicologico e momenti di formazione personale che privilegiassero la relazione interpersonale quale aspetto fondante di ogni situazione di terapia.
È scaturito così il bisogno di affiancare alla terapia del bambino, svolta all’interno del Servizio Psicopedagogico, un servizio di counseling rivolto ai genitori con la finalità di aiutarli a contenere, sostenere ed elaborare il disagio del proprio figlio. È nata l’esigenza di definire ulteriormente l’aspetto psicodiagnostico per l’età evolutiva dedicandogli un ampio spazio all’interno del Servizio di Diagnosi e Valutazione dell’IdO, in modo da permettere di enucleare anche il profilo e le problematiche psicologiche che accompagnano o conseguono a patologie neurosensoriali e relazionali: con finalità di farsene carico nel trattamento, ovviando alla loro emarginazione al solo ambito riabilitativo e restituendo così al bambino la sua integrità funzionale.
L’esigenza di una sempre maggiore specializzazione ha visto nascere il Servizio di Psicoterapia per l’Infanzia e l’Adolescenza ove indirizzare tutti quei casi in cui l’aspetto psicologico risultava prioritario per una completa presa in carico del bambino o del ragazzo.
Le attività di ricerca e formazione, le riunioni d’equipe con operatori e specialisti, l’attivazione di una linea verde di consulenza psicologica, gli sportelli psicopedagogici e d’ascolto nelle scuole, la fondazione della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicodinamica dell’Età Evolutiva nel 2001 consentono oggi un’apertura verso la realtà esterna, in un percorso di arricchimento e aggiornamento, al servizio delle problematiche – costantemente in evoluzione – dell’infanzia e dell’adolescenza.
MODELLO TEORICO
Il modello teorico della scuola si collega alla tradizione storica della psicologia dinamica e quindi implica una visione articolata e complessa della psiche e del suo funzionamento.
La centralità dei meccanismi psicogenetici che sono alla base della costruzione psichica, il riconoscimento dell’inconscio e la concezione del comportamento umano quale risultante di forze contrastanti che entrano tra loro in conflitto costituiscono i punti cardine di tale modello. L’individuo è visto come punto d’incontro tra aspetti organici e psichici, tra elementi individuali e interpersonali, tra conoscenza del reale e vissuto fantasmatico.
Lo psicoterapeuta dell’età evolutiva deve conoscere le fasi dello sviluppo (con una visione ad ampio raggio dei diversi fattori che lo determinano) e gli stili comunicativi caratteristici dei diversi momenti evolutivi. La conoscenza del bambino e dell’adolescente è infatti fondamentale per comprendere, decifrare e dare un senso al disagio o alla patologia, attraverso una familiarità con le modalità espressive tipiche dell’età necessaria a stabilire una comunicazione ‘su misura’ che faciliti il costituirsi della relazione. A tale scopo vengono analizzati tutti quegli autori che, all’interno della Psicoanalisi, si sono occupati delle relazioni oggettuali dando un contributo alla identificazione delle linee di sviluppo del mondo intrapsichico infantile e adolescenziale, ma anche quelli che, all’interno della Psicologia Analitica, si sono dedicati allo studio delle produzioni simboliche e delle loro trasformazioni. La possibilità di conferire significato simbolico a ogni espressione del paziente in età evolutiva costituisce, nel nostro modello, il punto di integrazione indispensabile tra processi intra- e inter-soggettivi. Un’ottica adulto-centrica (sia pure nello stile comunicativo) rischia di trascurare quelle aree precoci che costituiscono l’origine del disturbo o che a volte rappresentano l’attualità della situazione.
Particolare attenzione viene data alle dinamiche familiari giacché la presa in carico dei genitori costituisce parte integrante del lavoro con bambini e adolescenti. La contestualizzazione del disagio e della patologia richiede infatti un attento esame delle relazioni con le figure genitoriali e la terapia necessita della capacità di stabilire una doppia alleanza per consentire un cambiamento di tutti i partecipanti.

Quando ci si confronta con l’età evolutiva è importante considerare l’individuo al centro di una complessa processualità di sviluppo per non rischiare posizioni unilaterali che impediscono l’integrazione di fattori personali e collettivi, biologici e culturali, psichici e relazionali. Il bambino e l’adolescente sono al centro di reti di relazioni tra adulti che richiedono allo psicoterapeuta la capacità di cogliere i diversi vertici di ascolto, per restituire la complessità della situazione e articolare un progetto terapeutico

L’intento di questa scuola di psicoterapia è di formare uno psicoterapeuta per l’infanzia e per l’adolescenza che sappia affrontare i disagi e le varie patologie nelle diverse fasi dello sviluppo e in riferimento ai diversi contesti in cui si esplicano (dal nido alle scuole superiori). Ciò significa avere gli strumenti per comprendere e per intervenire nelle situazioni traumatiche di abuso e abbandono, nelle difficoltà di relazione e comunicazione all’interno del nucleo familiare e nel contesto dei pari, nelle difficoltà scolastiche (dal rifiuto alle difficoltà di apprendimento), nei comportamenti a rischio e in tutte quelle patologie complesse conseguenti a danni organici che necessitano di interventi mirati.
Detto psicoterapeuta dovrà aver acquisito nel corso dei quattro anni una dimestichezza con il mondo infantile e adolescenziale attraverso:

1. Una conoscenza approfondita delle teorie di tutti quegli autori che hanno contribuito storicamente alla identificazione delle linee di sviluppo del mondo intrapsichico infantile e adolescenziale. Quegli autori cioè che hanno dato un orientamento ai tanti che si sono occupati dell’infanzia, nel decodificare i processi intrasoggettivi e intersoggettivi che determinano il costruirsi di una personalità e dell’evoluzione psicomotoria.
Inoltre, è indispensabile una conoscenza dei processi cognitivi che generalmente non vengono considerati quale parte integrante delle competenze di uno psicoterapeuta dell’età evolutiva. Riteniamo, invece, che l’approfondimento dello sviluppo cognitivo, nelle sue diverse manifestazioni e in riferimento alle varie fasi dell’età evolutiva, sia necessario per integrare gli elementi intrasoggettivi con i processi di adattamento. Per capire cioè cosa il paziente dovrebbe essere in grado di fare, e cosa realmente fa e come lo fa, e perché lo fa in quel modo piuttosto che in quello relativo all’età; capire come proporsi per favorire l’integrazione delle linee di sviluppo di pari passo con la riappropriazione del proprio mondo soggettivo e con le nuove possibilità di adattamento.

2. Una dettagliata esplorazione dei canali espressivi privilegiati dal bambino e dall’adolescente nella comunicazione con il mondo esterno.
Il bambino prima di dialogare con il mondo esterno attraverso il linguaggio entra nella relazione utilizzando il corpo, il gesto, il gioco, il disegno, e, quando ne è capace, verbalizza queste sue azioni che non possono prescindere comunque dalla storia del suo graduale incontro con la realtà. Tutte le sue attività nella prima e seconda infanzia, oltre che essere espressioni integrate di una comunicazione pre-verbale, non verbale e verbale, allo stesso tempo, nella loro forma, ci segnalano la loro età di sviluppo, mentre nella loro integrazione ci consentono di individuare quali linee sono più arretrate rispetto ad altre. L’esplorazione di questi aspetti unitamente a quanto espresso negli altri punti, ci permette di non perdere di vista il bambino reale ricontestualizzando i suoi messaggi, le sue fughe, le sue difese.
L’adolescenza non è solamente l’attualizzazione e il prolungamento delle dinamiche evolutive infantili. Nuove dinamiche sia fisiologiche che psichiche, nuove competenze e più ampi orizzonti relazionali e culturali fanno dell’adolescente un individuo nuovo che necessita di una prospettiva specifica. La tendenza ad agire, l’isolamento, gli atteggiamenti provocatori, l’emotività inespressa o violentemente esplicitata, l’inezia e tutte le altre modalità tipicamente adolescenziali necessitano di un ‘ascolto psichico’ che trasformi l’agito in processo di adattamento evolutivo.

3. Una padronanza di tecniche espressive che consentano di raggiungere ed entrare in contatto con il paziente a qualunque livello esso si trovi, dalla dimensione più arcaica a quella più evolutiva. Al fine di dar forma a una relazione significativa. A tal fine si ritiene necessaria una sperimentazione diretta delle modalità privilegiate di comunicazione proprie del bambino e dell’adolescente per familiarizzare con la forza comunicativa che esse hanno. È per tale motivo che nell’articolazione del corso sono state previste 50 ore per ciascun anno di formazione personale in attività di gruppo e di laboratorio. Tali esperienze sono da considerarsi un approfondimento parallelo al lavoro psicologico individuale. Come nel lavoro individuale l’identificazione dei nodi complessuali (che appartiene alla fase in cui il futuro psicoterapeuta è esso stesso paziente), aiuta a entrare nella dinamica transferale-controtransferale, così riteniamo che l’esperienza pratica delle diverse modalità comunicative lo aiuti a raggiungere la consapevolezza di eventuali rigidità o chiusure anche a livello corporeo, favorendo così l’integrazione dei due percorsi.
Il ritmo corporeo, l’assenza sensoriale, il bagno di colore, le forme accennate, il gioco senza tempo e senza evoluzione, il gioco fuori spazio, i silenzi, i corpi segnati, i passaggi all’atto, tutti possibili segnali di disagio, tutte comunicazioni da non perdere, tutti canali che appartengono alla storia infantile e adolescenziale di ognuno.
Riviverli giocando, disegnando, muovendosi, sentendosi, raccontando, consente di poter costituire specchio alla pari nel setting per non perdere messaggi consci e inconsci, ma soprattutto per comprendere in prima persona la forza espressiva dei canali di comunicazione che il paziente possiede.

4. Una competenza relativa alle dinamiche familiari. Ogni adattamento evolutivo trova nella famiglia il suo spazio di sviluppo sia nell’ambito delle relazioni intersoggettive che intrasoggettive di ognuna delle parti.
L’individuo, infatti, si modella attraverso lo scambio quotidiano con le figure genitoriali. È alla luce di questo che riteniamo fondamentale, per uno psicoterapeuta dell’età evolutiva, essere a conoscenza della multifattorialità che interviene nella formazione della personalità. I genitori prima di essere tali sono stati infatti bambini e adolescenti e nel rapporto diretto con il bambino reale prima e con l’adolescente reale poi si misurano inevitabilmente con il loro passato interno che spesso va a interferire nella crescita del figlio. Pertanto, la presa in carico dei genitori è parte integrante delle competenze necessarie allo psicoterapeuta che intendiamo formare. Il disagio del figlio può a volte essere così ‘incastrato’ nella dinamica familiare da richiedere un cambiamento delle relazioni con le figure genitoriali. Separazioni non avvenute, autonomie non raggiunte o negate, aspettative invadenti e progettualità disattese hanno tutte bisogno di elaborazione da parte dei genitori e del figlio per quanto è possibile in riferimento alle sue capacità.

5. Una conoscenza della visione dell’individuo e delle sue produzioni simboliche così come concepita dalla Psicologia Analitica di C.G. Jung. L’obiettivo è quello di acquisire un modus operandi che permetta di andare oltre un riduzionismo interpretativo. Ciò rende possibile l’attribuzione di significato a quelle aree psichiche che rischierebbero di rimanere altrimenti inutilizzate, costituendo potenziali serbatoi di psicopatologia. La lettura in chiave simbolica da parte del terapeuta delle manifestazioni del paziente permette di generare all’interno del processo terapeutico la mobilizzazione delle risorse intrapsichiche congelate, o ancora in embrione, o a volte cristallizzate nei sintomi. Al fine di tenere aperto il canale di comunicazione con il paziente consideriamo, infine, indispensabile non chiudere in interpretazioni univoche le sue diverse rappresentazioni psichiche (siano esse espresse con gesto, disegno, racconto ecc.) ma tenere vivo quello spazio transizionale ove possa prendere forma l’unicità dell’individuo. La possibilità di conferire significato simbolico a ogni espressione del paziente in età evolutiva costituisce, nel nostro modello, il punto di integrazione indispensabile tra processi intra e intersoggettivi. La lettura dei disagi e della patologia in tale prospettiva simbolica favorisce, a nostro avviso, il processo terapeutico. Infatti, un’ottica solo adultocentrica rischia di trascurare quelle aree precoci che costituiscono l’origine del disturbo e che consentono di identificare l’attualità della relazione.

FORMAZIONE TEORICA
Autori: Jung, Bowlby, Winnicott, Mahler, Klein, Spitz, Bion, Piaget, Bruner, Freud, Bick, Meltzer e altri.
Lezioni frontali e seminari con esperti del settore.
FORMAZIONE PERSONALE-ANALISI
La formazione personale costituisce un punto cardine nel modello della scuola ed è articolata in un percorso di analisi personale di 100 ore nel primo biennio (50 ore al primo anno e 50 ore al secondo anno), da effettuarsi con uno psicoterapeuta riconosciuto dal Consiglio dei Docenti della Scuola.
FORMAZIONE CLINICA-ESPERIENZIALE, PERSONALE
Un iter di laboratori esperienziali in gruppo (200 ore distribuite nei 4 anni). Le diverse esperienze proposte nei laboratori (psicodramma analitico, danzamovimentoterapia, psicomotricità relazionale) consentono, da una parte, un’elaborazione di quei vissuti arcaici che si manifestano attraverso la comunicazione non verbale e, dall’altra parte, una comprensione delle dinamiche che si attivano nella dimensione di gruppo. Tali esperienze sono da considerarsi un approfondimento parallelo al lavoro di formazione personale, favorendo l’individuazione di rigidità corporee, di difficoltà relazionali e di comportamenti che si riferiscono ai nodi complessuali identificati nella dinamica transferale-controtransferale dell’analisi personale. La consapevolezza ed eventuale elaborazione delle rigidità o chiusure a livello corporeo è considerata fondamentale per tutte quelle situazioni in cui la comunicazione non-verbale diventa lo strumento elettivo nello stabilire una relazione; per esempio, con i bambini piccoli e/o molto disturbati, o con i preadolescenti e adolescenti che mostrano spesso resistenze nei confronti del linguaggio, mentre sono particolarmente attenti alla corporeità e alla gestualità.
FORMAZIONE CLINICA-ESPERIENZIALE, TIROCINIO
L’attività di tirocinio (400 ore distribuite nei quattro anni della Scuola) è particolarmente seguita affinché si arrivi a una continuità teorico-pratica nella formazione degli allievi attraverso una gradualità di esperienze formative che si articolano dalla fase diagnostica a quella terapeutica e a una diversificazione degli interventi (individuali e di gruppo) con bambini, adolescenti e con la coppia genitoriale in linea con il modello proposto.
Sono previsti anche convenzionamenti con idonee strutture pubbliche e private sia nella regione sede della scuola sia nelle regioni di appartenenza degli allievi.
Per gli allievi regolarmente iscritti e frequentanti, previa valutazione della Direttrice della Scuola, sarà offerta la possibilità di svolgere eventuali attività professionali retribuite nell’arco del quadriennio.
FORMAZIONE CLINICA-SUPERVISIONE
La formazione clinica ha inizio già nel primo biennio con i ‘Seminari di consultazione clinica’, dove un esperto psicoterapeuta inizierà a discutere i temi principali della gestione dei casi clinici che si svilupperanno nel lavoro di supervisione di gruppo del secondo biennio (50 ore al terzo anno e 50 ore nel quarto anno). La supervisione prevede momenti individuali atti a focalizzare tematiche particolarmente coinvolgenti per l’allievo e momenti di gruppo necessari a stimolare una discussione comune e abituare il futuro psicoterapeuta a uno scambio con l’esterno così importante quando si è in contatto con l’universo dell’età evolutiva.
Laboratorio di Cinema & Letteratura (seminario interdisciplinare del I biennio che si occupa di opere letterarie e cinematografiche in una prospettiva psicologica, propedeutico alla supervisione).
TESI
Nell’ultimo anno, ogni allievo verrà affiancato da un Docente relatore che lo affiancherà nel lavoro della preparazione della tesi clinica necessaria al conseguimento del diploma di specializzazione.
PATENTINI
Al termine del quadriennio i corsisti, oltre a diventare psicoterapeuti, avranno anche conseguito tre patentini per l'uso professionale del Test di Wartegg, del Test sul Contagio Emotivo (TCE) e per il Training Autogeno per gli adolescenti.
PROGRAMMA DEGLI INSEGNAMENTI

Primo biennio
Insegnamenti teorici (600 ore)

Psicologia generale I e II, Psicologia dell’età evolutiva I e II, Psicopatologia dell’infanzia, Psicopatologia dell’adolescenza, Diagnostica clinica I e II, Principali indirizzi psicoterapeutici I e II, Teorie della relazione oggettuale I e II, Psicologia analitica I e II, Neuropsicologia dell’età evolutiva, Neuropsichiatria infantile, Modelli culturali e antropologici, Etica e psichiatria, Sociologia della famiglia, Letteratura e mass media dell’infanzia, Elementi di neonatologia e auxologia.
Formazione personale e clinica (200 ore)
Analisi individuale (100 ore)
Laboratori esperienziali di gruppo (100 ore)
Tirocinio (200 ore)
Presso idonee strutture convenzionate con la scuola.
Secondo biennio
Insegnamenti teorici (600 ore)

Psicoterapia analitica nell’età evolutiva I e II, Psicodiagnostica I e II, Disturbi alimentari nell’età evolutiva, Psicosi infantili, Condotte autodistruttive in adolescenza, Modelli psicologico-clinici nella riabilitazione, Affidamento e adozione, Psicofarmacologia, Psicopatologia dell’adulto, Metodologie e tecniche in psicoterapia infantile (gioco, grafismo, colore e relazione corporea), Psicologia archetipica, Transfert e controtransfert in età evolutiva, Interpretazione dei sogni in età evolutiva, Psicoterapia e handicap, Il bambino e le istituzioni (case-famiglia, nido, scuola), Deontologia professionale (elementi di psicologia giuridica).
Formazione personale e clinica (200 ore)
Supervisione di casi clinici (100 ore)
Laboratori esperienziali di gruppo (100)
Tirocinio (200 ore)
Presso idonee strutture convenzionate con la scuola.

Sono previsti quattro esami per il passaggio al secondo biennio (due al I anno e due al II anno) e quattro esami per accedere alla discussione della tesi di specializzazione (due al III anno e due al IV anno).
La tesi di specializzazione consiste nella discussione di un elaborato clinico.

SEMINARI E CONFERENZE
Ogni anno sono previsti seminari e conferenze con ospiti italiani e internazionali di chiara fama.
MODALITÀ D'ISCRIZIONE
L’iscrizione alla scuola di specializzazione è riservata ai laureati in Psicologia o Medicina
e Chirurgia iscritti all’Albo professionale fino a un numero massimo di 20 per anno.
Il Consiglio dei Docenti esaminerà le richieste dei candidati per valutarne l’idoneità attraverso dei colloqui di selezione.
Le richieste dei candidati alla selezione devono contenere i seguenti documenti:
     1) Domanda di iscrizione (clicca qui per scaricarla)
     2) Autopresentazione e motivazione alla scelta della Scuola (max 5 cartelle)
     3) Curriculum formativo e professionale
     4) Una foto formato tessera

I documenti vanno inviati per posta al seguente indirizzo:

Istituto di Ortofonologia
Scuola di Specializzazione
Via Tagliamento 25, 00198 Roma
tel. 06 8841233 - 06 8415412;

e-mail: scuolapsicoterapia@ortofonologia.it.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE
La quota d’iscrizione e la tassa di frequenza al primo anno sono comprese nell’importo di € 4600,00 da versare in 3 rate. I costi degli anni successivi saranno:
2° aa. € 4600,00
3° aa. € 5500,00
4° aa. € 5500,00 + € 300,00 (tassa diploma di specializzazione)
La supervisione di gruppo è inclusa nei costi della didattica, mentre è esclusa l’analisi personale.
L’iscrizione alla Scuola dà diritto all’abbonamento gratuito alla rivista on-line Babele. Verso uno scambio comunicativo, edita dall’IdO (responsabili scientifici Federico Bianchi di Castelbianco e Magda Di Renzo).
BORSE DI STUDIO
Sono previste 15 borse di studio di 4800,00 euro ognuna, così come già attivate gli scorsi anni con l'Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze e con la Federazione Tutela Minori. Per l'attribuzione delle borse i criteri sono la valutazione del curriculum e la data di presentazione della domanda. Coloro che risulteranno vincitori della borsa, otterranno una riduzione di euro 1200,00 sulla tassa annuale per ciascun anno di frequenza. Le borse verranno assegnate su insindacabile giudizio della Direttrice del corso.
DURATA E SEDE DEI CORSI
I corsi inizieranno nel mese di gennaio e termineranno a dicembre presso la sede dell’Istituto di Ortofonologia di Via Alessandria 128/b. Tirocinio ed esperienze cliniche si svolgeranno presso strutture convenzionate o strutture idonee. Sono previste altre giornate supplementari (possibilmente il sabato o la domenica) per attività scientifico-culturali o esperienziali.

 
DIVULGAZIONE SCIENTIFICA
IN COLLABORAZIONE CON
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Babele - Rivista di Medicina, Psicologia e Pedagogia    Magi Edizioni      Diregiovani
Agenzia Dire - agenzia di stampa quotidiana    Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza  
Divento Grande onlus    
   UNI EN ISO 9001   EA 38
Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola
 
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